Località di partenza: Colle d’Oggia,Tempo di percorrenza: 11 ore,Chilometri: 23. Segnaletica: buona. Dislivello in salita: 1000. Quota massima: 1881. Accesso stradale: Imperia – Colle S.Bartolomeo – Colle S.Bernardo

Descrizione

Grande escursione nel segno di storia, leggenda, e caratteristica flora e fauna. La via Marenca (o via del sale), che collega il mare col basso Piemonte, attaversando le Alpi Marittime,e’ l’antica via dei carovanieri del sale costruita dai romani per mettere in comunicazione i commerci dell’impero,percorsa dai contrabbandieri di sale, meta di pellegrinaggio per il popolo degli Occitani. Storia perche’ Il M.Grande e’ stato teatro di una grande battaglia con la quale 17 valorosi partigiani sono saliti a conquistare una postazione di mortai nazifascisti rompendo cosi’ l’accerchiamento che i nazisti li avevano costretti nel bosco di Rezzo. Tra storia e leggenda: si narra che l’esercito di Napoleone si accampo’ al p.sso della Mezzaluna. Luoghi teatro di tante storie di streghe. E infine la fauna: posti dove si possono ammirare i camosci e le marmotte. Estese e mozzafiato fioriture di rododendri in modo particolare a nord del m.Monega; per questo motivo consiglio. L’escursione nel mese di giugno. Anemoni a fior di narciso, primule, pedicularie, aquilegie, genziane, eliantemi, sassifraghe, ecc. il Sotto di San Lorenzo,ampia depressione erbosa con i resti di un antico insediamento pastorale. Le popolazioni di pastori che frequentavano questo crocevia già fin dal III millennio a.C., hanno lasciato importanti testimonianze come il “menhir”, imponente monumento preistorico costituito da una grossa pietra allungata infissa nel terreno e la pietra sacrificale che si trova a sx: si nota un masso piatto con una coppella scanalata. Sulla sua superificie in tempi remoti è stata intagliata una piccola vasca con canaletto di deflusso. Gli specialisti ritengono che tale masso costituisse un altare sacrificale o almeno un apparato religioso per la celebrazione di primitivi riti pagani. Peccato che un amico mi raccontasse che il vecchio nonno, quando era bambino e pascolava nei dintorni, avesse visto i grandi che scolpivano la pietra per raccogliere un po’ d’acqua. Proseguendo l’itinerario,in leggera salita, si giunge al Passo della Mezzaluna (1454 mt),ampia insellatura erbosa tra il monte Arborea e la Cima della Donzella. Questa suggestiva località quasi certamente corrisponde a quella più volte nominata da Italo Calvino nel suo romanzo “Il sentiero dei nidi di ragno” e questo particolare mi ha dato forse una piccola emozione in più. Qui termina il bosco e ci si innesta nell’ampia sterrata in buone condizioni che sale dalla provinciale di Rezzo sino al Passo di Pian di Latte (1764 mt) costeggiando alcune margherie. Queso è il pezzo più lungo e monotono e andrebbe seguito sino al passo, dove si lascia la sterrata,ci si inerpica sul costone di sinistra ed in pochi minuti,superato un ometto di pietre, si giunge alla piccola croce di vetta del Monega (1882 mt). Siccome avevo fretta, e certamente non sono monotono, ho preso la cresta di petto e in un’ora sono arrivato in vetta. Dietro alla croce si stagliano le ben caratterizzate emergenze dei Monti Toraggio e Pietravecchia; più a destra, la Cima di Marta e il Monte Grai. Sulla destra, innevate, le vette più note delle Alpi Marittime francesi:il Monte Bego e il Gran Capelet.

Dopo un’ora di esaltazione e gioia e’ stato difficile tornare a valle senza portarsi in cuore un senso di nostalgia e di rimpianto per non poter salire più spesso su questa vetta.