si pedala

Una pedalata con Mattia

Il piano

28 km di itinerario, 800 mt. di dislivello con pendenze a tratti superiori al 10%

Si parte..

La nostra partenza è fissata alla Stazione FS di Taggia-Arma, situata praticamente a metà strada tra il centro storico di Taggia e la località balneare di Arma di Taggia. Uscendo dal parcheggio della stazione, svoltiamo a sinistra in direzione della rotonda che ci immette sulla SP 548, in direzione Taggia-Triora. Una volta intrapresa la strada provinciale, troviamo alla nostra destra il torrente Argentina e davanti a noi un lungo rettilineo (2 km), in leggera, quasi impercettibile salita che ci accompagna verso Taggia. La strada è molto larga e considerato il limite di velocità (90 km/h) è necessario prestare molta attenzione, in particolare nel primo tratto nei pressi della deviazione per il Centro Comemrciale. Raggiungiamo Taggia e attraversiamo l’abitato prima di intravedere sulla destra il Ponte Romano. Nel caso ci fossimo dimenticati di riempire la borraccia, si può svoltare a sinistra e troveremo una fontana nei pressi dell’ingresso delle scuole elementari di Taggia. Lasciato alla nostra destra il Ponte Romano, il profilo altimetrico della strada inizia a cambiare e, seppur continuando il falsopiano che ci conduce verso l’interno della Valle Argentina, troviamo talvolta alcuni brevissimi strappi, da affrontare senza neppure cambiare rapporto, ma comunque utili nel caso volessimo rompere il fiato.

Dopo 2,5 km, incontriamo il primo ponte sul torrente Argentina, subito dopo la strada si impenna dolcemente e dopo il secondo ponte sull’Argentina che ci riporta nuovamente alla sinistra del fiume, affrontiamo la prima asperità di giornata, uno strappo severo di 500 metri al 5-6% che può rappresentare un buon test per valutare la nostra condizione in questa giornata. Al termine di un breve rettilineo, una curva a destra che ci porta davanti alle Cave di San Giorgio mette fine alla prima e corta salita, la pendenza inizia a calare per poi ritornare ad assumere le sembianze di un leggero falsopiano dopo la località Campo Marzio. Da qui, possiamo riprendere una certa velocità per circa 2,5 km. Solamente nei pressi del bivio per Vignai-Bajardo, che noi lasciamo alla nostra sinistra, la strada riprenderà a salire con due strappi, intervallati da un altrettanto corto tratto più facile, che ci conduce a Badalucco. Entrando nel paese, la strada addirittura è in pendenza negativa e per tutto l’attraversamento del centro abitato, non ci sono assolutamente asperità di rilievo. Superato Badalucco (nel centro abitato sono presenti due fontane, una vicino al Ponte Romano, sulla destra, l’altra poco prima della Caserma del Corpo Forestale dello Stato, sempre sulla destra), il falsopiano che ci accompagna dal fondovalle ritorna ad essere il nostro terreno e lo sarà per circa 1000 metri, fino al bivio di Montalto Ligure dove potremo scegliere tra un’opzione più semplice (ma noiosa) ed una più impegnativa (ma più stimolante). La prima (a sinistra) è la continuazione del falsopiano che ci porterà ad Agaggio Inferiore senza grandi difficoltà, rimanendo sempre vicini al corso del torrente Argentina, la seconda (a destra), quella che vi invito a scegliere, prevede una salita di 3,5 km prima di una tranquilla discesa che ci porterà sempre ad Agaggio Inferiore dove le due strade si ricongiungeranno.

Continuiamo dunque sulla nostra destra e la salita inizia subito. Dopo circa 200 metri, abbiamo ancora una possibilità di rifornire la borraccia (fontana a destra nei pressi delle prime case di Montalto Ligure), poi sarà solo salita per oltre 3 km. Questa salita, conosciuta dai ciclisti del luogo come la salita della diga (in “ricordo” di una diga mai costruita), può essere suddivisa in 3 tratti ben distinti. Il primo tratto è il più duro ed il più lungo: per circa 2,1 km la pendenza resta quasi sempre costante intorno al 5-6% e non concede tratti dove rifiatare. Il secondo tratto è, invece, il meno impegnativo ed è costituito da un falsopiano di 900 metri che ci porta nei pressi dell’ultima parte della salita, una serie di curve al 3-4% che nel giro di 600 metri ci conducono in cima alla salita della diga, facilmente individuabile poiché coincide con il bivio per la frazione Glori. Superata questa deviazione, una curva a destra ci immette in discesa: abbiamo 2,2 km a disposizione per riposare le nostre gambe, benchè la pendenza non sia elevata e non ci sarà dunque permesso di smettere completamente di pedalare. Raggiungiamo così l’abitato di Agaggio Inferiore, dove ci ricongiugniamo con la strada lasciata a Montalto Ligure e proprio all’interno della piccola frazione di Molini di Triora, un breve strappo (ai suoi piedi, sulla destra, una nuova fontana) ci ricorderà che in questa valle non ci si annoia mai in sella ad una bicicletta. Superato Agaggio Inferiore, la strada riprende le sembianze di un falsopiano che, come a fondovalle, viene talvolta interrotto da corte salite di qualche decina di metri (in particolare, prima e dopo la località Ferriera) che contibuiscono a portarci sempre più vicino alla montagna. L’ultimo strappo del giorno (eh sì, perchè poi quando nel finale si salirà sarà salita vera!) ci porta al primo bivio per Andagna – Passo Teglia (un nome da ricordare per gli appassionati di salite, 12 km con il naso all’insù con una pendenza media del 7,7%). Da lì, 1000 metri di strada pressochè pianeggiante ci conducono alle porte di Molini di Triora. Entriamo nel centro abitato lasciandoci a sinistra il bivio per Colle Langan – Colle Melosa (proprio vicino alla deviazione, troviamo uan delle fontane più freuqnetate dai ciclisti della valle) e a destra un nuovo bivio per Andagna – Passo Teglia. Attraversiamo Molini di Triora e dopo poco più di 1 km, le ultime case del centro abitato accompagnano l’inizio dell’ultima asperità di giornata, quella finale, quella più importante: 5,2 km al 6% di pendenza media. Un numero che, tuttavia, non deve ingannare poiché la salita è tutt’altro che regolare! Le prime centinaia di metri non ci mettono certo a nostro agio e la pendenza supera il 9% fino al ponte sul torrente Capriolo.

Oltrepassato il ponte, la salita si addolcisce (intorno al 5%) e diventa più regolare fino a portarci al bivio per Corte dove intravediamo un tratto più facile. Infatti, per circa 500 metri la salita è meno ardua (4%) e possiamo entrare nel territorio comunale di Triora senza grandi difficoltà. Con l’ingresso nel Comune di Triora, la pendenza torna a farsi sentire. 1 km al 5% anticipa un paio di ampi tornanti in rapida successione che rappresentano l’ultimo tratto meno impegnativo della salita. A circa 2 km dal culmine, la strada si impenna severamente e la pendenza si aggira sul 10% per circa 200/300 metri. Una volta abbandonato il tratto più impegnativo, la prendenza rimane comunque costante, intorno al 7%, fino al termine, con alcune punte più dure all’ingresso nel paese di Triora e nell’ultimissimo tratto di salita. L’asperità la possiamo considerare conclusa una volta raggiunto il bivio per Loreto-Realdo-Verdeggia che lasciamo alla nostra sinistra. Le ultime centinaia di metri (falsopiano al 2%, con fontana a disposizione nei pressi della Caserma dei Carabinieri) verso il Ristorante Erba Gatta sono una dolce passerella finale che ci permette di riprendere fiato prima di sederci al tavolo e visitare il Paese delle Streghe!

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Mattia Rossi

ciclista appassionato di salite e montagne