si fotografa

Una valle incantata…
…potrei cominciare scrivendo che “se il paradiso esiste…è a quaranta chilometri da casa mia” e forse è l’affermazione che dà un senso a tutto quello che la Valle Argentina stà regalandomi in questi ultimi anni.
Non è una sfida, non è voglia di protagonismo, è semplicemente un’attrazione “fatale”, qualcosa di primordiale e la semplicità con la quale si possono capire i luoghi, la storia di questa splendida valle, mi rendono orgoglioso di essere, in qualche modo, custode di un tesoro inestimabile,un patrimonio da preservare, conscio delle potenzialità che, una politica volta a valorizzarne le opportunità, potrebbe offrire e, d’altra parte,palesemente geloso di tutti questi doni che tutti dovremmo aiutare a rimanere tali, semplicemente…doni.
Fin da bambino, volgendo lo sguardo a Nord, dalla foce del torrente Argentina, superando Taggia, focalizzando l’attenzione sulle vette là in fondo,ho sempre saputo che, prima o poi, avrei camminato su quell’ultima striscia bianca, come su un ponte che collegava due punti nel cielo.
E’ stato facile innamorarmi. Ormai è automatico, sveglia prima dell’alba, l’attrezzatura è già pronta, macchina fotografica, kit di primo soccorso, un pò d’acqua….è tutto quello che serve. Tante volte da solo, tantissime altre in compagnia di qualche buon amico innamorato come me.Taggia, Badalucco, Montalto comincia già a luccicare, Agaggio. A Molini di Triora, la dimensione comincia a materializzarsi, ho spento i pensieri,
ho acceso il cuore…La sosta per un caffè, le facce già accese di poche persone che ormai mi salutano come uno di loro, ennesimo regalo, mi offrono il caffè…qualcuno è cacciatore, di fondo contro i miei principi, ma è la mia gente, gente con la quale mi confronto, loro sanno dove la valle li accetta,io so come accettarli…
Un saluto veloce, devo andare, questione di vita….occhi al cielo e Triora domina…Triora ha sempre dominato…Da qui non si torna indietro, qui comincia il paradiso…una delle mille strade sterrate mi porta dove finisce la cosiddetta “civiltà”, guardo in alto, dove finiscono gli alberi….devo essere lassù prima che i camosci si spostino sull’altro versante…è come se sapessero che sto per arrivare…voglio credere che sia così.
..l’ultima boscaglia, incontri fugaci con padroni di casa ospitali, discreti, quasi disinteressati ma dolcemente minacciosi e schivi…cinghiali…battiti che aumentano, sperando che mi incrocino, sperando che mi passino vicino e che spariscano come solo loro sanno sparire…mi fermo…scatto qualche foto…l’alba è sempre diversa da quassù…sempre diversa anche la sensazione di libertà, i prati che avanzano, brillano di umidità, fiori…rari ma comunissimi quassù, cominciano a sbocciare e a colorare il verde di sfondo, come fuochi d’artificio.
o, quello che ripaga un’intera giornata di cammino…Ho pochissimi secondi…lunghissimi secondi, dopodichè…spariscono là dietro, là non c’è nessuno, possono pascolare tranquilli. Mi fermo di nuovo, binocolo in mano, guardo dove so, vedo i camosci…mi hanno già visto, non riuscirò mai ad avvicinarli troppo, hanno il senso della misura, mi tengono a distanza, si tengono a distanza…è una danza, un cerchio perfetto,il margine di sicurezza che l’istinto gli ha imposto e, quando si sentono allo scoperto, comincia lo spettacolo, non conoscono ostacoli, sfidando la forza di gravità disegnano traiettorie impossibili su pendii rocciosi impenetrabili, è qui che devo essere pronto, macchina fotografica armata, alla ricerca dello scatto perfett Qui si tocca il cielo, qui ogni sperone di roccia può rivelare un incontro inatteso, devo affrontarlo con calma, silenzio, spero in un capriolo…a volte sono anche in due…in tre e da lontano si sente il richiamo del maschio…invisibile al mio sguardo, ho imparato il suo linguaggio,lo chiamo in un silenzio…assordante, sperando in una risposta…a volte risponde e mi viene da piangere…Guardo l’orologio, posso salire ancora, per fortuna. Devo ancora salutare Sua Maestà, da quel punto si apre la valle, riconosco ogni paese là in fondo,da qui vedo le coste toscane, la costa Azzurra…è incredibile…ma è così.Eccola! All’improvviso, sopra di me…la regina, l’aquila reale…un angelo…implacabile, temuta, rispettata da tutti gli abitanti della montagna…quasi tutti, incomprensibili atti di piccoli uomini, la limitano, la rendono sempre meno visibile e adesso è qui…scatto, scatto, scatto…non importa se non sono riuscito ad inquadrarla, l’ho vista…mi basta. Ormai è sinfonia, è come se l’appuntamento con la natura si ripetesse ogni volta,spero sempre che capiscano che sono uno di loro anch’io…un animale…Mille altre sorprese…volpi, marmotte, rettili, tantissimi rapaci, uccelli migratori,
stanziali…e la paura…la speranza di incrociare gli occhi gialli del lupo…lui mi conosce…lui mi vede…io so che c’è..che mi sta guardando…
Qui nasce la mia valle,ho capito che devo avere paura, non ho mai cercato di violarla, domarla o dominarla…voglio solo che lei mi porti fin dove mi è concesso. Solo in questo modo mio figlio…i nostri figli, avranno lo stesso mio privilegio.
Andrea.

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Andrea Biondo

Andrea grande fotografo naturalista,blogger di successo,camminatore instancabile e amante delle montagne, le nostre le sue montagne, amicizie nate senza frequentarsi, ma per caso attraverso un modo di osservare,di respirare e cliccare..Grazie Andrea per le righe che ci hai dedicato.