loreto

Loreto

La vista del caratteristico santuario di Loreto, dedicato alla Madonna, con quel grazioso porticato e quell’artistico campanile, susciterà senz’altro profondi sentimenti religiosi o quanto meno sensazioni piacevoli. Eppure qui, nel passato, avveniva lo scambio del sale verso il Piemonte; si trattava di un deposito legale, ma, accanto al mercato consentito, prosperava anche il contrabbando, causato dalla gravosa e odiata gabella del sale.

Comunque il passato è ormai sepolto e nella borgatella di Loreto, le poche case addossate sulle rocce strapiombanti, la pace regna sovrana. Nel piazzale un cippo dedicato al partigiano ricorda la lotta avvenuta sulle montagne circostanti e che causò molte vittime. La chiesetta, con vivaci affreschi ed indizi di antichità, non è tuttavia la principale attrattiva locale.

Un grandioso ponte, costruito nel 1958-59, unisce i due versanti, permettendo di raggiungere la regione Mauta e la frazione Cetta. Le dimensioni del manufatto, alto 112 metri, lungo 119, largo 8,20, a strapiombo nel torrente Argentina, parlano da sole. Costruito con una tecnica rivoluzionaria per quei tempi, senza impalcature di ferro o legname, segnò un’importante svolta nel campo dell’dilizia stradale. Su progetto dell’ing. Scalesse di Roma, i lavori vennero eseguiti dalla ditta Rosario Siniscalchi, sempre della capitale, sotto la direzione dell’ing. Rossello. L’opera suscitò allora polemiche e critiche, riportate dai più importanti quotidiani; il suo costo fu assai lontano da quel “miliardo” indicato su un giornale a carattere cubitali, aggirandosi in realtà sui cento milioni.

Da questo ponte si lanciano gli appassionati del salto con l’elastico, con urla disumane e con fantastiche torsioni e capriole. Tra le rocce si cimentano invece gli arrampicatori, mentre giù nel fiume i più arditi scalano lisci massi erratici.

Il ponte romanico di Mauta, con un arco di sedici metri, interamente in muratura, appare come un giocattolo da mettere fra le statuine del presepe; se si discende lungo la mulattiera fin sulle rive del fiume, se ne ammira invece la bellezza ed il contrasto tra il vecchio ed il nuovo appare in tutta la sua autentica dimensione: si ha la dimostrazione di come l’ingegno umano non abbia età

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Sandro Oddo