TRIORA GOINA

Goina

Goina

La cosa che rimpiango maggiormente – racconta Giacumin Lanteri, seduto su di un ceppo di castagno, davanti alla sua bella casa di Triora – è la miseria dei miei poveri vecchi. Eh, sì, di miseria ce n’era tanta lassù a Goina…

Un pugno di castagne crude nella tasca, si partiva di buon’ora per i pascoli, con le pecore, le capre e le mucche, per restarvi fino a tarda sera, con unico ristoro l’acqua che sgorgava copiosa fra i campi…”.

Si scopre così che questo gruppo di case, immerso nel verde di castagneti secolari, fra i pascoli più ricchi del Comune, nasconde una vita di rinunce e di stenti. I casolari erano adibiti a tutto: ad abitazione, a fienile e a ricovero per il bestiame. Le giornate scorrevano sempre eguali per concludersi alla luce della “tea”, attorno ad un paiolo con qualche patata e poche castagne. Il vino era pressoché sconosciuto e, se qualcuno, recatosi a Triora, si lasciava tentare da un paio di bicchieri, tornava a casa invariabilmente ubriaco.

Goina, che forse sta a significare “piccola gola”, al centro di due corsi d’acqua, deve la sua origine a pastori provenienti da Realdo, Verdeggia, Upega, Frabosa ed altri centri. Di stirpe verdeggiasca erano i numerosi Franzelassi, figli di un omaccione di nome Franzé.

Tutti costoro, comprati, nella seconda metà dell’ottocento, da nobili famiglie trioresi quali i Borelli ed i Bonfanti, appezzamenti di terreno, edificarono modesti casoni su territori comunali, usufruendo di quegli usi civici in voga sino alla fine del secolo scorso, aggredirono la terra, formando strette fasce. Unico loro sostentamento era il bestiame, assai numeroso; il ricavato della vendita del formaggio se ne andava per lo più in qualche vestito e in un paio di scarpe.

L’avventura di Goina ebbe fine verso il 1950, quando pressoché tutte le famiglie vendettero il bestiame ed i loro averi, alla ricerca di una vita migliore altrove. Sono rimaste lassù due famiglie; Saldo Antonio e Stella Silvio resistono e non abbandonerebbero mai la loro terra. 

E’ sorto un Comitato, formato da oriundi ed amici di Goina, che hanno edificato una chiesetta dedicata al Buon Pastore, hanno issato una croce sulla “rocca” ed ogni anno si danno appuntamento in quel meraviglioso angolo verde.

Categories