TRIORA CREPPO

Creppo

Creppo

Chissà quale ispirazione avranno avuto i nostri antenati nel chiamare Creppo quello sparuto ed ordinato gruppo di case, addossato su una scoscesa rupe; la vista del piccolo villaggio, più che evocare il greppo dantesco, suscita non solo sentimenti poetici ma soprattutto ammirazione per una sapienza costruttiva, scevra dallo sfrenato gusto del moderno che altrove ha irrimediabilmente depauperato centri storici pregevoli.

Un’erta stradina in acciottolato conduce al piazzale della chiesa, restaurato nel 1984, da dove si può godere un panorama veramente superbo: a sinistra i casolari di Gerbontina, nelle cui vicinanze scorre una fresca sorgente, che precipita nel torrente, trasformandosi negli inverni più freddi in una gigantesca cascata di ghiaccio; di fronte le Case dei Bruzzi, dove in autunno è facile scorgere branchi di cinghiali alla ricerca di qualche dolce mela e, più in basso, l’antico ponte romano in pietra murata, dove pascolano a volte gruppi di camosci. A destra le case di Drondo danno ancora l’immagine di una civiltà contadina e pastorale ormai scomparsa; il rio Infernetto, con alte cascate, roccioni affioranti in incantevoli laghi, costoni aguzzi, caverne ed antri spaventosi, ricorda altre epoche e dà corpo alle immagini fantastiche meno spiegabili. Più in alto un castellaro, il bric del Castellaccio, testimonia antiche usanze ed insediamenti.

Il gruppetto di case del Poggio, su una roccia gigantesca, è simile ad un avamposto; un’ospitale famiglia qui vive da sempre; si vede, unica frazione triorese, anche qualche bambino giocare. 

La chiesa, dedicata alla natività di Maria Vergine, è piccola, ma fresca ed accogliente; la statua della Madonna bambina viene portata in processione l’otto settembre, festa patronale. In questa circostanza e nei mesi estivi il paese si ripopola; fra le strade si sentono brusii e grida, un giradischi diffonde allegre note. A sera è bello ritrovarsi in piazza e, seduti sulle lastre ardesiache, raccontarsi esperienze e scambiarsi opinioni fino a tarda ora.

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