Bregalla

BREGALLA

Lasciato l’abitato di Loreto, svoltato il poggio Ventusu, gli occhi all’insu, appaiono, tra castagni e querce, gruppi di case, irregolarmente disposte. Il nucleo centrale, Bregalla, con la bianca chiesa, dà il nome all’intera località.

Qui, nei tempi addietro, “bregallavano”, ossia belavano, greggi di pecore e capre; le terre, date a mezzadria dalle famiglie trioresi, erano ricche di grano e vigneti.

Un incendio sviluppatosi pochi anni fa ha evidenziato le fasce e l’immane lavoro del’uomo, con ripari, strade vicinali, anfratti e persino i resti di qualche attrezzo arrugginito. Il fuoco ha in un attimo riportato alla luce quanto l’erba, i rovi e qualche arbusto avevano celato. 

I nuclei sorti attorno a Bregalla hanno nomi vari e quanto mai curiosi: case Franchetti, a ricordo forse di un’avvenuta indipendenza o libertà, case Speriti, a esorcizzare qualche spirito fantastico, case della Gumba, case del Bertoldo, case Morlano e, più in alto, case Castagna.

Quassù in questi sperduti casoni, vivevano, sino ad alcuni anni fa, due fratelli, gli ultimi rappresentanti dell’antica tradizione pastorale che in questa zona aveva il suo habitat naturale.

Oggi a Bregallanon si coltiva più, se si eccettuano alcuni orti e campi di ortaggi, patate e piante da frutta. E’ piacevole recarsi lungo la vecchia mulattiera che giunge da Creppo, molto riposante e priva di pendii, fare una capatina al Poggio Grosso alla ricerca di qualche fungo porcino oppure nel vallone, con la segreta speranza di riempire il carniere di qualche trota fario o salmonata.

Le giornate scorrono liete tra queste case in pietra, con un lavatoio tuttora funzionante ed un un antichissimo castagno con una pila di legna accatastata ad arte.

E non bisogna dimenticare che, nei periodi di caccia, una battuta al cinghiale, nei dintorni assai numerosi, può permettere un ritorno a casa da trionfatori, con una preda veramente ambita ed una storia in più da raccontare.

Se si capita nel periodo natalizio, a Bregalla, una miriade di luci disegnerà un gigantesco presepe, ogni anno sempre più ricco; è un modo originale per porgere gli auguri, lontano dal frastuono e dai neon abbaglianti delle città.

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